Ambiente, salute e cosmesi: #sostanze da evitare

Uno dei propositi verdi di quest’anno è usare cosmetici naturali. Per due motivi principali:

  • rispettare l’ambiente
  • rispettare la propria salute

È importante sapere che i cosmetici industriali contengono sostanze chimiche sintetizzate in laboratorio per conservare, colorare, profumare e dare più appeal ai prodotti stessi. Il problema è che molte di queste sostanze sono nocive e possono creare irritazioni cutanee, allergie e intossicazioni, oltre che danneggiare l’ambiente contaminando suolo e acque in fase di produzione e smaltimento. Purtroppo si trovano in moltissimi prodotti che usiamo quotidianamente come dentifrici, creme, saponi, detergenti, rossetti, shampoo e fondotinta.

Molti pensano sia una moda usare prodotti paraben free, oil free o silicone free, in realtà è una scelta consapevole e sostenibile per sé stessi e il Pianeta.

cosmetici-chimici-greentalks

Innanzitutto quali sono le sostanze da evitare? E perché sono pericolose? Vediamone alcune.

Iniziamo dai parabeni, impiegati come conservanti per cosmetici e farmaci ma anche come additivi alimentari per le loro proprietà battericide e fungicide. Inizialmente sono stati ritenuti innocui per la salute umana -ma questo vuol dire poco, basti pensare ad altri errori del passato come l’amianto, il mercurio, i CFC- sebbene negli ultimi anni abbiano attirato l’attenzione di studiosi e consumatori. Questo perchè sono sostanze in grado di alterare la funzionalità del sistema endocrino, causando effetti nocivi sull’organismo fino alla stimolazione di tumori estrogeno-sensibili. Tra i parabeni c’è l’Aluminium chlorohydrate (metilparabene) su cui è sempre aperto il dibattito circa le sue potenziali proprietà cancerogene. Lo si trova nella stragrande maggioranza dei deodoranti e sembrerebbe che il suo utilizzo ostruisca i pori della pelle; non mi sembra tanto improbabile considerando che viene utilizzato anche negli antitraspiranti e come coagulante nella purificazione dell’acqua. La ridotta traspirazione quindi, causa un accumulo di tossine che non riescono a venire espulse tramite la sudorazione. Come se tutto ciò non bastasse, l’Aluminium chlorohydrate è un metallo estratto dallabauxite, procedimento che richiede 1200°C: immaginate quale possa essere l’impatto della sua produzione in termini di combustibile necessario ed emissioni inquinanti.

Poi ci sono i siliconi, che non sono molto diversi dal silicone per sigillare che tutti conosciamo. Infatti rientrano sotto i siliconi tutte quelle sostanze utilizzate come emulsionanti, lubrificanti e resine. Basti sapere che la loro versatilità li rende utilizzabili in diversi ambiti ad esempio sono presenti negli adesivi, nei tappi, isolanti, sigillature e via dicendo.

Gli oli minerali sono elementi che si trovano in natura, proprio come succede per il petrolio. E infatti questi oli sono del tutto simili al petrolio, a eccezione del fatto che solitamente non sono combustibili. Un esempio ben noto di olio minerale è la paraffina che si ricava direttamente dal petrolio. Ebbene sì, si può trovare della paraffina nelle creme che ci spalmiamo sul viso e sul corpo, come nello shampoo o nei rossetti.

Anche se gli studi scientifici non sono ancora sufficientemente approfonditi per dimostrare un’associazione diretta tra tali sostanze e tumori al seno o altre patologie, per me è sufficiente sapere che non voglio usare sulla mia pelle prodotti alla stregua del petrolio o della colla. Anche perché l’uso che ne facciamo permette loro di penetrare facilmente in profondità nei tessuti e di venire così accumulati nel nostro corpo. Inutile dire che i cosmetici che contengono tutte queste schifezze non sono certo biodegradabili!

Vi prometto che oltre a dirvi cosa evitare vi darò dei consigli sulle creme e altri prodotti che è meglio acquistare per uno stile di vita più sano e vicino alla natura (ho amicizie esperte nel settore!). Nel frattempo ricordate di controllare i componenti dei vostri prodotti evitando quelli che contengono: sodium benzoate, sodium lauryl sulphate (SLS), Aluminium chlorohydrate, isopropylparaben, isobutylparaben, phenylparaben, benzylparaben e pentylparaben, methylparaben, ethylparaben, polyethylene glycol (PEG), stearyl ether (PPG), paraffinum liquidum, petrolatum, sodium hydrozide.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...