Chiediamo un tribunale per i reati ambientali?

The International Day for Disaster Reduction: oggi è la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri! Sapevate esistesse una ricorrenza simile? Nemmeno io. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’ha istituita in occasione della Decade per la Riduzione dei Disastri Naturali (gli anni ’90) allo scopo di promuovere le iniziative per ridurre il rischio di catastrofi naturali. Ma nessuno lo sa, e non mi risulta che enti, associazioni o aziende sfruttino questa giornata per parlare dei provvedimenti presi al fine di ridurre la perdita di vite umane, di danni sociali ed economici causati da calamità naturali come terremoti, tsunami, frane o inondazioni. Forse perché è più importante ricordare ogni anno le donne vittime di violenze sessuali piuttosto che i terremotati? O dei bambini malati di leucemia? O perché il problema della tossicodipendenza è più grave di quello ambientale? Non credo che una di queste tematiche sia più importante delle altre, ma solo che il problema ambientale sia sottovalutato e soprattutto che siano state prese scarse misure di prevenzione per arginare potenziali disastri ambientali.

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Al contrario, continua la deforestazione incontrollata, l’edilizia abusiva e il turismo irresponsabile. Sono azioni che contribuiscono alla formazione di disastri ambientali come frane e inondazioni. Inoltre le petroliere continuano ad avere incidenti e a sversare tonnellate di combustibili fossili in mare aperto, mentre prosegue indisturbato lo smaltimento illegale di rifiuti tossici (e non), in qualunque forma esso avvenga. Questi si chiamano ecocidi, e sono disastri causati dall’uomo a danno dell’ambiente. Ma non solo dell’ambiente, anche in questo caso non si contano le perdite umane, e i conseguenti danni alle infrastrutture, le comunità e l’economia. Mi riferisco ai casi di Porto Marghera, dell’Ilva di Taranto, dell’Eternit a Casal Monferrato, per citare alcuni casi a noi vicini. Ma non mancano tristi esempi a livello globale: vi ricorderete la marea nera nel Golfo del Messico del 2010, oppure l’esplosione della centrale nucleare di Fukushima l’anno successivo. Attualissimo è l’assurdo caso dello sfruttamento delle sabbie bituminose canadesi (qui la petizione di Greenpeace).

Dunque come promuovere in questo variegato scenario la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri? La prima cosa che mi è venuta in mente è stato il tribunale per i reati ambientali. Quale pretesto migliore di questa giornata per decidere di dire basta agli ecocidi e richiedere un vero tribunale che processi e condanni i reati a danno del pianeta e dei suoi abitanti?! Potrebbe essere un modo per evitare, ridurre, rimediare (o almeno riconoscere un risarcimento) agli ecocidi?! Forse sì. Forse aiuterebbe a ridurre i disastri ambientali, almeno quelli causati direttamente dall’attività antropica.

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Di sicuro so che attualmente si può essere accusati di crimini contro la pace oppure contro l’umanità, ma non esistono definizioni per i reati contro l’ambiente. Eppure i danni possono essere altrettanto gravi, con l’aggravante che spesso proseguono -e continuano ad arrecare danno- a lungo negli anni successivi (si pensi al nucleare o alle petroliere).

Dunque facciamolo, e facciamolo proprio oggi. Chiediamo all’assemblea Generale delle Nazioni Unite l’istituzione di un vero e proprio tribunale penale dell’ambiente e il riconoscimento del reato di ecocidi attraverso una raccolta firme online che verrà consegnata al Segretario Generale Ban Ki-Moon in occasione della prossima Conferenza sul Clima COP21.

Oggi è la Giornata Internazionale per la Riduzione dei Disastri, chiediamo un tribunale per i reati ambientali?

 

 

 

 

 

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