Che fine faranno le case dell’acqua?

Come diminuire l’impatto ambientale guadagnandoci..

Basta riciclare qualche bottiglia, meglio se di vetro, e procurarsi un porta bottiglie, esistono sia di tela che di plastica. E poi buona volontà! Neanche tanta, visto che si tratta di una tappa in più mentre si va a fare la spesa o si torna a casa. Tutto qui e a costo praticamente pari a zero, per avere tutti i giorni acqua potabile, fresca, frizzante e gratuita sulla nostra tavola.

Sono le Case dell’Acqua che permettono a sempre più cittadini italiani di rifornirsi di acqua potabile, naturale o frizzante, in maniera autonoma, sostenibile e gratuita.

L’iniziativa è partita da alcune società pubbliche come Tasm, Tam, Ianomi e Cap Holding, che da decenni operano nel settore della depurazione delle acque e gestiscono reti di 300 Comuni delle province di Milano, Lod e Pavia. Grazie al finanziamento e realizzazione di impianti per l’erogazione, l’acqua pubblica dell’acquedotto, controllata e sicura, è accessibile a tutti.

In Lombardia, si contano fino a 192 impianti, di meno in  regioni come la Toscana, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio; mentre alcune regioni hanno ancora un solo impianto, e in altre sono ancora in fase di realizzazione.

Le case dell’acqua sono una realtà che tutti i cittadini dovrebbero aver modo di conoscere e di sfruttare.

Con la privatizzazione dell’acqua che cosa succederà alle case dell’acqua? Oltre all’etichetta con i valori qualitativi dell’acqua troveremo anche una fessurina in cui inserire le monete per pagare i litri di acqua erogati, magari anche con una piccola differenza tra l’acqua liscia e quella frizzante!

Inutile dire che oltre ad esserci il vantaggio economico, si aiuta l’ambiente frequentando le Case dell’Acqua: meno bottiglie di plastica, imballaggi e trasporti!

Non a caso durante un convegno che si è svolto la scorsa settimana a Romanell’ambito della “Green Week, Satellite event 2011”, le Case dell’Acqua sono state segnalate tra le best practise, come strategia vincente e progetto innovativo, nonchè buona pratiche ambientale delle amministrazioni locali.

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  1. Pingback: Risparmiare con la spesa sostenibile « SilviaArgentiero

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